La Signora in Giallo: Genesi di un Mito – Parte Prima

Nel tardo febbraio del 1983 Peter S. Fischer sedeva alla scrivania del suo ufficio. Da produttore e sceneggiatore di un successo del calibro di “Colombo” si godeva la fama e la credibilità di persona affidabile e dalla solida reputazione. Nei precedenti 11 anni alla Universal aveva sceneggiato e prodotto diversi film per la TV, mini serie e serie, vari progetti pilota e dozzine di sceneggiature originali. Ormai non aveva nulla da temere e la sua posizione era di una certa rilevanza nell’ambiente dello show business.

Peter S. Fischer

Alle due del pomeriggio avrebbe dovuto partecipare ad una riunione nell’ufficio di Robert Harris, presidente della Universal Television. Con lui ci sarebbero stati anche Richard Levinson e William Link, colleghi e amici da una vita. Insieme formavano un trio estremamente prolifico nell’ideare successi televisi duraturi.

Da sinistra: William Link e Richard Levinson

Avrebbero dovuto incontrare Angela Lansbury, una star del cinema e un’icona di Broadway. Aveva letto una sceneggiatura di Fischer e si era dimostrata interessata ad interpretare la protagonista.

Ma chi era Angela Lansbury?

Apparentemente, aveva pensato Fischer, non aveva nulla a che fare con la brillante, affascinante, deliziosa casalinga che aveva messo su carta. Era sicuramente un’ottima attrice, nessuno lo dubitava.

Era stata la ragazzina sbarazzina che tormentava Ingrid Bergman in “Gaslight” (1944), la ballerina di saloon che rendeva difficile la vita di una tenera Judy Garland in “The Harvey Girls” (1946).

In Stato dell’Unione” (1948) era un’editrice che affliggeva chiunque le capitasse a tiro, ma, peggio ancora, era stata una madre orribile per Laurence Harvey in The Manchurian Candidate (1962), in cui faceva sembrare Eva Braun una specie di Mary Poppins.

Ma Angela Lansbury era anche Broadway. In “Mame” (1975) era divertente, teatrale, eccessiva. Come Mrs Lovett, l’ambigua signora dei pasticci di carne nel truculento “Sweeney Todd” (1982).

Nulla a che fare con il personaggio che aveva in mente Fischer. Questa attrice di grande talento non sarebbe mai stata “lei”.

Ma cosa aveva in mente Peter S. Fischer?

Un paio di mesi prima la direzione della CBS si era dimostrata aperta a nuove idee e in particolare ad una nuova serie crime. Nonostante la recente chiusura di “Ellery Queen“, alla CBS non parevano eccessivamente turbati e l’idea di una serie crime con protagonista una figura femminile convincente era la direzione che avrebbero voluto prendere.

All’epoca andavano alla grande personaggi femminili in serie crime come “Wonder Woman” o “Honey West“. Tutti personaggi dall’innegabile sex-appeal e destinati a rappresentare lo stereotipo di super donna dai poteri sovraumani, molto lontano dalla realtà.

Ciò che tutti si aspettavano dal trio Peter Fischer, Dick Levinson e William Link era un successo, anche piccolo, ma pur sempre un successo. Serviva un’idea, la giusta ispirazione per il personaggio su cui giocarsi la carriera.

La svolta in un mistero (ai Caraibi)

Un sabato sera Peter Fischer stava guardando la TV. Davano “Miss Marple nei Caraibi” (1983) con Helen Hayes nei panni di Miss Marple, la detective amatoriale di Agatha Christie. Quella sera, nella stessa fascia oraria, si scontrava con “Love Boat” il cui format, con tante guest star, ormai mostrava tutti i segni del tempo.

“Ebbene, perchè non mettere insieme Miss Marple e Agatha Christie in un solo personaggio, una scrittrice di gialli che risolve omicidi usando la logica, il buon senso, l’osservazione e un divertente senso dell’umorismo che nasconde un cervello acuto mascherato da una gradevole affabilità” – Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote”

Poco alla volta le idee si susseguivano nella mente del talentuoso Peter Fischer: sebbene Miss Marple e Agatha Christie fossero inglesi, la sua eroina doveva essere al 100% americana, della classe media, con integrità e rettitudine molto Yankee. E quale posto migliore delle ripide e scoscese coste del Maine per darle giusta collocazione. Era una lettrice vorace…. un’insegnante di inglese che segretamente scriveva romanzi gialli per divertimento, senza pensare minimamente che qualcuno potesse inviare uno dei suoi manoscritti ad una casa editrice.

Il luogo in cui risiedeva sarebbe stato teatro di alcuni misteri ma avrebbe viaggiato in lungo e in largo negli Stati Uniti e anche altrove. Da scrittrice di successo (si sarebbe scoperto nell’episodio pilota), viaggiare per lei sarebbe stato naturale.

Questa signora doveva vivere da sola, libera di muoversi senza troppi vincoli familiari… quindi poteva essere vedova ormai da tempo e senza figli.

Peter Fischer, Richard Levinson e William Link pensarono a lungo insieme e diedero al personaggio il nome molto yankee di Jessica Fletcher e la sua città sarebbe stata Cabot Cove: l’esploratore John Cabot (Giovanni Caboto) doveva essere capitato lì per caso durante i sui viaggi alla scoperta della costa est.

L’idea piacque molto alla CBS, ora dovevano confezionare una storia per un degno episodio pilota.

Fu Richard Levinson a pensare a Sherlock Holmes. Sicuramente avrebbe attirato l’attenzione e pensò di giocare con uno scambio di identità per far funzionare il mistero della sua scomparsa. Le idee sgorgavano una dopo l’altra dalla mente dei tre e alla fine Richard Levinson e William Link sorrisero a Peter Fischer. Avevano una storia….. ora Peter doveva solo riempire gli spazi bianchi tra le idee appuntate sul suo block notes. Doveva “solo” inventarsi i personaggi, sviluppare gli intrecci, pensare a chi fosse l’assassino e infine come Jessica avrebbe dipanato la matassa. Sciocchezze, pensarono Levinson e Link, lasciando uno scettico Peter Fischer al lavoro.

In una settimana la storia era pronta e la CBS ne fu subito entusiasta. Si doveva preparare la sceneggiatura, ma a questo punto fu semplice mettere insieme le parole e raramente ci furono momenti di difficoltà. In due settimane era tutto pronto mancava solo lei, Jessica, e senza la persona giusta non si sarebbe fatto nulla.

FINE PRIMA PARTE

credit: Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote”

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