Una delle domande che più spesso sono state rivolte a Peter S. Fischer, produttore di “Murder She Wrote“, è stata “ma com’è, realmente, Angela Lansbury?” E lui dava sempre la stessa risposta.
Quando si guarda “Murder She Wrote“, la Jessica Fletcher che si vede sullo schermo e Angela Lansbury, l’attrice, la madre e la cara amica, assumono le stesse sembianze. Ciò non significa che la Lansbury facesse di tutto per farsi piacere o che fosse troppo facile da manipolare. Tutt’altro.
Ha una mente molto acuta e imparava tutto molto velocemente; sapeva benissimo cosa voleva e sapeva come ottenerlo. Ma i suoi modi erano molto gentili e le sue richieste sempre ragionevoli. Per ammissione di Fischer era stata una delle persone con cui aveva lavorato più facilmente (insieme a Jerry Orbach). In sette anni non avevano mai avuto uno screzio, mai dovuto alzare la voce e avevano sempre trovato un modo per sistemare le cose.

Parte del merito andava anche all’adorato marito di Angela, Peter Shaw, che era anche il suo manager e l’aiutava a far valere i suoi interessi. Come quando erano in ballo le lunghe ore di lavoro a cui era sottoposta l’attrice, che a 59 anni erano difficili da sostenere. Ottenne almeno di terminare le riprese entro le sei, per tornare nella sua casa di Brentwood dove poteva riposarsi e studiare le tante pagine di copione che doveva memorizzare giorno per giorno.
Un’altra domanda che spesso veniva posta a Fischer era da dove venisse il titolo originale della serie, “Murder She Wrote“. Fu il presidente della CBS Television, Harvey Shepherd, a prendere liberamente ispirazione da un vecchio film di Fred MacMurray chiamato “Murder, He Said” e dal film con Margaret Rutherford “Muder, She Said“.
“Deadly Lady” è il primo “Omicidio a Cabot Cove”
Dopo il successo dell’episodio pilota, il primo episodio della prima stagione fu ambientato “a casa” di Jessica, in quella fittizia Cabot Cove, nel Maine, che aveva preso le sembianze della cittadina californiana di Mendocino .
Per l’occasione traslocarono tutti, cast e troupe, a Mendocino. Tom Bosley fu scelto per la parte dello sceriffo Amos Tupper e resterà per quattro anni, per un totale di cinque episodi all’anno.

Un altro co-protagonista fu individuato in Claude Akins, che interpretava il pescatore Ethan Cragg, amico di Jessica. Akins non rimase però nel cast molto a lungo. Problemi con il suo agente, ma soprattutto Angela non era entusiasta del personaggio che interpretava. Chiaramente non si metteva in discussione l’attore, ma il personaggio di Ethan ad Angela non pareva tanto plausibile avere qualcosa in comune con Jessica.
Questo primo episodio vedeva l’arrivo di uno yacht nel porto di Cabot Cove e vedeva la presenza della guest star Howard Duff e di un certo numero di giovani attori non troppo noti.



Secondo Fischer, “Deadly Lady” non fu la sua migliore sceneggiatura, ma fu molto apprezzata, infatti la “Mistery Writers of America” (l’associazione americana degli scrittori di gialli) lo premiarono con un premio Edgar per la migliore storia mistery del 1985.
Il Porto di Cabot Cove a Fort Bragg
Come già abbiamo visto in precedenza in questo post, a partire da questo episodio si comincia a prendere confidenza con i diversi luoghi che verranno mantenuti praticamente immutati per tutte le dodici stagioni (salvo piccole variazioni quasi impercettibili). A partire proprio da Mendocino, in cui ritroviamo scorci e ambientazioni che renderanno iconica la Cabot Cove di Jessica.
In realtà non tutti gli esterni di Cabot Cove vengono girati a Mendocino. Infatti non avendo una vera e propria baia, le scene in cui si richiedono pescherecci e pescatori vengono girate a Fort Bragg, un piccolo centro costiero a circa 20 km a nord di Mendocino.
Da un confronto tra i luoghi usati come sfondo per le scene del porto di Cabot Cove nel 1984 e la Fort Bragg attuale, ancora oggi molti dei luoghi sono rimasti intatti così come si può vedere da queste foto

La mappa qui sopra mostra la foce del fiume Noyo dove si trovano i luoghi qui fotografati, dove si sono svolte le riprese delle scene al porto di Cabot Cove.


Credit: Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote”
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