Jessica Fletcher Style Icon: come un’insegnante in pensione del Maine è diventata icona di stile

Nel 1984 Dame Angela Lansbury è apparsa per la prima volta sugli schermi televisivi americani nei panni della vedova investigatrice e autrice di romanzi gialli, Jessica (J.B.) Fletcher. Attraversando in lungo e in largo sulla sua bicicletta la tranquilla cittadina immaginaria di Cabot Cove, nel Maine, svelava un assassino dopo l’altro al suono martellante dei tasti della sua macchina da scrivere.

La Lansbury aveva 58 anni quando “Murder, She Wrote” iniziò a ad essere trasmesso sulla CBS, creando così l’immagine di una donna di mezza età – indipendente e sicura di sè – che il pubblico televisivo non era abituato a fronteggiare.

E’ inoltre interessante notare come la stessa Angela Lansbury sia stata direttamente coinvolta nello show. Angela infatti era molto interessata e propositiva riguardo al tipo di immagine e allo stile che desiderava esprimere attraverso Jessica; infatti lungo le 12 stagioni della serie sempre di più si nota un’evoluzione in cui da insegnante in pensione in una cittadina di provincia, diventa sofisticata rappresentante delle ‘self-made women‘ in una New York luminosa e cosmopolita a cui lo stile doveva necessariamente adeguarsi.

Gli Inizi a Cabot Cove

Diversi addetti ai costumi si sono alternati durante le 12 stagioni dello show e l’iniziale idea di una Jessica modesta, familiare e anonima nei suoi completi di tweed, felpe da jogging, abiti chemisier e giacconi informi, ebbe rapidamente una svolta, dovuta soprattutto alla volontà dell’attrice di rendere Jessica più sofisticata. La svolta la si nota a partire dalla stagione 2.

All’epoca il responsabile dei costumi era Al Lehman e nel 1986 fu nominato per la categoria “Costume Design” agli Emmy Awards per l’episodio 2.1 di “Murder, She Wrote” – “Widow Weep For Me” (“Concorso a premi con omicidio”). Al Lehman vinse l’Emmy ma la vittoria aveva un interessante retroscena: Angela Lansbury aveva insistito sul fatto che il suo personaggio avrebbe dovuto avere un aspetto più curato ed elegante. L’avvio di questa transizione si identifica in un copricapo a turbante che in precedenza Angela aveva indossato nel musical “Mame” a Broadway negli anni ’60. Il turbante in questione fu realizzato a New York dalla stessa casa di moda che aveva fornito i copricapi per la produzione teatrale a Broadway. I produttori, acconsentendo a tale richiesta, accettarono incosapevolmente l’evoluzione del guardaroba di Jessica che si sarebbe trasformato, serie dopo serie, in base ai gusti e ai suggerimenti dell’attrice.

Per Angela Lansbury, nel ruolo principale di Jessica Fletcher, il “dress code” o codice di abbigliamento doveva essere originale, classico e sartoriale. Blazer e giacche sfiancate e molto sartoriali erano un must, perché accentuavano la figura snella della Lansbury, risultato di un regime dietetico che le aveva fatto perdere un lieve eccesso di peso, evidente soprattutto durante la prima stagione. Il programma di fitness e benessere seguito dall’attrice fu reso disponibile in VHS e presentato dalla Lansbury stessa (“Angela Lansbury’s Positive Movesvideo completo).

Per evidenziare il “bel collo” dell’attrice il supervisore dei costumi Robert Bodford (dal 1988 al 1991) amava proporre camicette con fiocchi ben in evidenza o scollature accentuate ma non troppo profonde.

Dai capi couture fino a quelli meno impegnativi, la gamma di marchi utilizzati dai costumisti comprendevano Armani, Valentino, Anne Klein, Calvin Klein, Ralph Lauren, J.H. Collectibles (vintage), Jones of New York, Alan Austin (vintage), Oscar de La Renta ed etichette vendute (al tempo) per corrispondenza come Tweeds e J. Crew.

I fornitori preferiti tra i negozi e store erano Bullock’s a Sherman Oaks a San Fernando Valley (attualmente occupato da Macy’s), Bullocks Wilshire a Los Angeles (l’esterno fu utilizzato nell’episodio 10.17 “The Dying Game” “Il cacciatore di cervi“, ora divenuto una scuola), Nordstrom (in particolare il reparto di abbigliamento su misura da donna), Alan Austin Co. (chiuso) a Beverly Hills, Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus.

Mixare i capi in modo creativo e giocare con gli abbinamenti ha senso a qualsiasi età“. La Lansbury non cambiava abiti così spesso come gli spettatori avrebbero potuto pensare. Le camicette e l’uso di abiti versatili sono i trucchi che il costumista Robert Bodford usava per variare il guardaroba. Oltre a sconsigliare il poliestere ogni volta che fosse possibile, (“Non è questione di essere snob; penso che una donna si senta diversamente quando indossa una bella camicetta di seta sulla sua pelle“), suggeriva di riutilizzare i completi in modo creativo, abbinando separatamente i capi: “Anche se si è acquistato un tailleur non significa che lo si deve indossare sempre insieme.

Regina di Stile

Per come la vediamo ora, dopo più di trent’anni dalla conclusione della serie, Angela Lansbury era l’indiscussa regina della moda over 50 grazie al suo personaggio, ma indubbiamente anche alla classe con cui indossava capi per tutte le occasioni. Il suo personaggio riusciva ad indossare un blazer Armani color rosa di giorno ed inseguire assassini di notte in abito da sera di seta blu oppure fasciata in lunghe gonne nere abbinate a luminose camicette in organza.

Eilish Zebrasky

La Lansbury sembrava sempre perfetta perché conosceva bene se stessa e non voleva correre rischi. Non esponeva mai le ginocchia, ad esempio, ed evitava balze, stampe eccessive, gioielli pesanti e colori smorti. “Riceveva più lettere dai suoi fan per il suo guardaroba che per qualsiasi altro argomento” afferma Eilish Zebrasky, costumista delle ultime stagioni della serie.

I costumisti e i supervisori che hanno vestito le centinaia di guest star sapevano quali tagli di giacche mitigavano un punto vita non perfetto, quali scarpe facevano sembrare le gambe più snelle, quali colori e tessuti donavano di più e quando era il caso di mostrare le ginocchia. Capivano anche quali tendenze evitare a signore di una certa età.

“Alla sua età Angela non doveva dimostrare nulla. Non sarebbe mai arrivata al punto di indossare un completo gessato grigio maschile” dice la Zebrasky. “Sarebbe stato più adatto ad una donna sulla trentina, agli inizi della sua carriera”, aggiunge. “Less is best“.

La Lansbury indossava quasi esclusivamente giacche corte, aderenti, monopetto che mettevano in risalto il suo punto vita. “Una giacca dritta non era molto adatta a lei“, afferma la Zebrasky. “E un doppiopetto aggiungeva volume.”

Le sue gonne dritte cadevano appena sotto il ginocchio e i suoi pantaloni non erano né troppo affusolati né a gamba troppo larga, perché “meno tessuto c’è, meglio è“, dice la Zebrasky. E la Lansbury preferiva colletti aperti di camicette e maglioni perchè “allungavano il collo”. Le scarpe avevano i tacchi alti da 4 a 6 cm. “Anche se una donna non ha problemi di gambe, un tacco fa sembrare la gamba più slanciata. Si cammina meglio“, dice la Zebrasky.

Come altri costumisti prima di lei, la Zebrasky acquistava tre o quattro pezzi importanti – giacche Armani, per esempio – da abbinare a capi meno costosi di Ellen Tracy, Anne Klein e Paul Stanley (vintage). Lo stilista di Los Angeles David Hayes (vintage) era una buona risorsa per gli abiti da sera.

I suoi migliori terreni di caccia includevano Rodier, Saks Fifth Avenue e I. Magnin Wilshire (ex Bullocks Wilshire, ora Macy’s). “Si potevano acquistare splendidi tailleur pantalone per 300 $ al quarto piano di I. Magnin Wilshire“, dice Zebrasky. “In lana o gabardine. Non c’era bisogno di cercare marchi blasonati“, aggiunge. “Le donne possono fare così tanto se imparano a comprare buoni tessuti e tagli sartoriali invece di riempirsi di molti vestiti alla moda a poco prezzo.

E Angela Lansbury cosa ne pensa della moda?

Sebbene gli Stati Uniti siano da tempo la sua casa e tutta la sua carriera l’abbia vissuta qui, Angela non ha mai accettato l’idea diffusa che il successo si misurasse in denaro. Secondo i suoi standard la misura del suo successo è data “dal fatto che abbia avuto un pubblico“. Lei non è “per niente” interessata alla fama o alle trappole che ne derivano. E il suo guardaroba di conseguenza è semplice, insensibile alle tendenze della moda, non riempito di griffe o grandi marchi di lusso. Una serie di camicie e pantaloni per l’uso quotidiano di Gap e Uniqlo è interrotta solo da occasionali abiti da sera come quello realizzato per lei da Carmen Marc Valvo, indossato in occasioni di gala e altri eventi formali che rientrano tra i suoi doveri di attrice.

Angela Lansbury veste Carmen Marc Valvo

Credits: Vanity Fair; Los Angeles Times, 11-10-89; Los Angeles Times 4-12-92; The Gentle Woman

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