Il nostro viaggio tra gli episodi di Murder She Wrote che si svolgono a Cabot Cove, riguarda oggi il numero 8 della prima stagione “Delitto alla ribalta” “Death takes a Curtain Call“.
Jessica e il suo amico Ethan Cragg (Claude Akins), qui alla sua ultima apparizione nella serie, si trovano in cucina davanti ad una Apple Pie (click per la ricetta) appena sfornata. Ethan non aspetta altro che addentare la prima fetta, ma Jessica è distratta da una notizia in TV.

La sceneggiatura firmata da Paul W. Cooper comincia proprio dalla notizia in TV che preoccupa Jessica. Un picchetto di protesta davanti al teatro in cui si deve svolgere un balletto rischia la messa in scena dello spettacolo. Jessica è stata infatti invitata da Leo Peterson (Hurd Hatfield), un ex ballerino che ha disertato molto tempo prima, ad assistere alla rappresentazione a Boston del balletto russo Rostoff, osteggiato da alcuni detrattori.
Jessica immagina che stia succedendo qualcosa quando Leo prende un programma dal fondo della pila con un misterioso codice; dopo lo spettacolo vengono raggiunti nella sua macchina dai ballerini disertori Alexander (George De La Pena) e Natalia Masurov (Vicki Kriegler), ma sentono alla radio che l’agente di sicurezza del KGB Serge Berensky (Anthony De Longis) è stato trovato pugnalato a morte nel loro camerino. Jessica decide di ospitare i due ballerini a casa sua, quanto basta per risolvere il mistero. Il maggiore del KGB Anatole Karzof (William Conrad) dichiara di essere un fan dei suoi libri e si unisce a lei, difendendo la tesi che siano stati proprio i due ballerini a commettere l’omicidio, mentre gli agenti dell’FBI O’Farrell (Dane Clark) e Dewey Johnson (Patrick Thomas) conducono le indagini ufficiali. Ma come sempre Jessica deve andare fino in fondo alla questione…










L’episodio si snoda in modo anomalo, poichè una parte di esso si svolge a Boston, luogo in cui Jessica si reca per assistere allo spettacolo di balletto, e dalla metà in poi a Cabot Cove, dove si nascondono i due fuggitivi (ovviamente a casa di Jessica).
A Boston Jessica assiste allo spettacolo di balletto al ‘Boston Opera Theater‘ qui rappresentato in esterni dal “Biltmore Hotel” di Los Angeles


mentre gli interni sono ripresi dal “Park Plaza Hotel“, sempre a Los Angeles, ora denominato “The MacArthur” di cui possiamo vedere la magnifica scalinata ancora oggi.



Un vero peccato che nella sezione del sito dell’hotel dedicata ai film girati negli anni in questo luogo non sia riferimento alcuno a “Murder she wrote“!
Nella seconda parte dell’episodio si ritorna a Cabot Cove, negli Universal Studio di Los Angeles, in quello che fu il laghetto dello “Squalo“, ovvero la storica location dell’omonimo film di Steven Spielberg del 1975, per poi spostarsi ovviamente a Mendocino, per gli esterni della casa di Jessica
Dagli Universal Studio (a sud) a Mendocino (a nord)
Dal laghetto dello ‘Squalo’ negli Universal Studios…….

Alla villetta vittoriana di Cabot Cove (Mendocino)

Per la prima volta dall’inizio della prima stagione si vedono in dettaglio molti degli interni della casa e gli arredi che contraddistinguono ciò che di Jessica si ama di più: la sua semplicità e la sua personalità che rendono la sua abitazione calda e accogliente e così familiare.
E infatti casa sua si riempie velocemente di amici e ‘rifugiati’, spie russe e agenti in borghese, nella migliore delle tradizioni, che da qui in avanti faranno di Jessica un personaggio indimenticabile e unico nel suo genere.
Per prima cosa ci colpisce questa….

la bellissima cassetta postale, per poi proseguire con gli interni:
La Sala da Pranzo
Uno degli ambienti che ritroviamo in questo episodio è la sala da pranzo, che si apre tra la cucina a sinistra e il salotto a destra:

Gli arredi sono praticamente tutti in legno, tra cui spiccano le sedie, tutte uguali tranne una, a schienale molto alto:

Le 4 sedie in legno sono un meraviglioso esempio di seduta Windsor americana con schienale a sacco “Sack back” del XVIII secolo. Realizzate in noce americano, acero e pioppo.
Sono altresì molto evocative dello spirito indipendente dell’America del periodo delle guerra d’Indipendenza e tipiche dell’area del Connecticut/New York. Niente di meglio per adattarsi alla casa vittoriana di Jessica.

La quinta sedia, diversa dalle altre, è un altro esempio di classica sedia americana metà ottocento: la “ladderback” chair, ovvero una seduta con lo schienale “a scala”.
Anche il lampadario “French Style” è in legno, a 7 braccia con un paralume bianco su ciascuna estremità.
Ho trovato una sua versione in bianco, che trovo molto carina in ambienti “shabby chic”


Altro arredo che spicca nella sala da pranzo di Jessica è la piattaia in legno con il servizio di piatti in porcellana bianca e blu.

Questi esemplari della tradizione inglese, sono chiamati infatti “Welsh dresser” e dal colore del legno si direbbe di quercia. Se ne trovano ancora diversi esemplari nel mercato dell’antiquariato risalenti al 18esimo secolo. Possono avere la base aperta oppure chiusa da ante.


L’apparecchiatura di Jessica prevede tovagliette singole all’americana e stoviglie inconfondibilmente bianche e blu, come il servizio da té ben evidenziato in questa immagine
Dal tipo di decoro si capisce che si tratta di porcellana “Blue Danube”, come si vede da questo esemplare. La teiera è diversa ma il decoro sulle tazze non lascia dubbi.


Le pareti sono interamente ricoperte con la carta da parati e le porte e gli spigoli sormontati da una striscia a contrasto.
Un quadro a motivo agreste, purtroppo non riconoscibile, completa la parete che si apre sul corridoio centrale della casa.

L’Entrata
Un altro ambiente ben riconoscibile è l’entrata, da dove si palesano i tanti personaggi che fanno visita a Jessica. Anche in questa stanza la semplicità è il fattore comune e il legno è il protagonista.

Altro elemento caratteristico sono i quadri, tantissimi, di tutte le fatture e soggetti che riempiono tutte le pareti.
L’unico arredo vero e proprio è il mobile con specchio e appendiabiti in cui l’immancabile giacca gialla è sempre lì, a testimoniare la passione per la pesca di Jessica. E immancabile è anche l’impermeabile, pronto per essere indossato in caso ci sia da indagare su qualche mistero.
Nel commercio dell’antiquariato americano se ne trovano molto simili, in legno di quercia


Il Soggiorno
Il cuore dell’abitazione è sicuramente l’ampio soggiorno in cui si ritrovano un gran numero di arredi ed oggetti. In questo episodio ne possiamo rilevare alcuni di essi:

A sinistra nell’immagine vediamo la sempre attualissima poltrona “Chesterfield” in pelle color tabacco e una lampada con il paralume plissè.
Sulla parete di destra diversi quadri a tema marinaro, sulla carta da parati azzurra con piccoli fiori bianchi che poi cambia con fantasia a contrasto in blu

A sinistra, accanto a Jessica, il caminetto decorato con, sulla mensola, diversi ritratti di familiari (tra cui il ritratto della madre di Angela Lansbury, Moyna McGill).
Piccolo dettaglio da rilevare in questo episodio: quando Jessica apre la porta agli ispettori di polizia russi si vedono due inquadrature diverse dell’entrata in qualche modo discordanti tra loro. Lo vediamo in queste immagini:


A sinistra vediano il punto di vista dalla porta e alla sinistra di Jessica si intravvede una porta a vetri prima del vano che va sulle scale. Nell’immagine a destra vediamo il punto di vista dal salotto e alla sinistra di Jessica si vede invece l’appendiabiti.
E quindi porta a vetri o appendiabiti?
Lascia un commento