La Signora in Giallo: Genesi di un Mito – Parte Seconda

La chiave del successo era tutta qui: individuare la giusta attrice per interpretare Jessica e si sapeva che bisognava essere aperti a tutte le possibilità.

All’epoca si potevano contare dozzine di candidate disponibili, forse anche di più. Per le donne diventava sempre più difficile trovare delle scritture man mano che l’età avanzava. Giusta o sbagliata, quella era la realtà da sempre nel mondo dello spettacolo.

Peter Fischer, Richard Levinson e William Link passarono al setaccio un numero considerevole di ex star del cinema e della TV e l’impresa si rivelò ardua: alcune di loro non erano interessate alla TV, altre si erano ormai ritirate, altre ancora non riuscivano a valutare la portata del progetto.

Ma chi era Jessica Fletcher?

Caratteristica numero uno: Jessica doveva ispirare da subito simpatia e quindi l’attrice non doveva recitare per sembrarlo, doveva esserlo sul serio. E questo eliminava già diverse contendenti.

Poi doveva dimostrare intelligenza. E anche qui… via altre candidate.

Era una persona semplice, a cui piaceva al vita in campagna. Niente orpelli o troppe sofisticazioni da cittadina consumata.

Ma quello che spaventava di più, nella scelta dell’interprete più adatta, era il cosiddetto “fattore Q”, quel mix di popolarità e simpatia che rendeva sempre ardua la scelta da parte degli addetti ai lavori.

Il problema quindi era ben circoscritto: trovare la persona più adatta alla parte ma che contemporaneamente avesse un fattore Q tale da ricevere l’immediata approvazione da parte del network.

Non si sa ancora come, ma alla fine solo un nome sembrò mettere tutti d’accordo. E questo era quello di Jean Stapleton.

Jean Stapleton: La prima scelta

Jean Stapleton aveva di recente lasciato lo show in cui lavorava da tempo, Arcibaldo (All in the family), ed era in cerca di altre sfide.

Jean Stapleton e Carroll O’Connor in All in the Family nel 1976.

Harvey Shepherd, presidente della Universal Television, avallò la scelta e l’idea della puntata pilota iniziò lentamente a prendere forma.

L’incontro con la Stapleton fu organizzato al Bel Air Country Club ed erano presenti il trio di sceneggiatori e l’agente dell’attrice. Si dimostrò una persona molto piacevole e Richard Levinson riuscì a trasmetterle la portata del progetto nel solito modo brillante.

Il sorriso della Stapleton faceva ben sperare ma bisognava tenere in considerazione alcuni aspetti. Aveva da poco perso il marito, compagno da una vita, e si doveva occupare del piccolo teatro che i due gestivano insieme e ovviamente si riservava di decidere dopo aver letto il copione.

Una settimana dopo si fece sentire. Dopo aver letto il copione ritenne che il personaggio di Jessica Fletcher non faceva per lei e molto educatemente rifiutò l’offerta.

In quel momento il mondo sembrava cadere addosso al trio di sceneggiatori e per un attimo il loro progetto, così tanto desiderato e sofferto, sembrava destinato a non vedere mai la luce.

Ma non avevano considerato la caparbietà di Harvey Shepherd, che senza esitazioni si dimostrò risoluto nel voler cercare altrove. Bisognava trovare un’altra Jessica.

Cercasi Disperatamente (un’altra) Jessica

Un’altra Jessica, ma chi?

La scelta di un protagonista, maschile o femminile che sia, vale metà del successo di una serie televisiva. La scelta sbagliata comporta il fallimento certo dello show. Era una lezione che tanti nell’ambiente avevano imparato a proprie spese. Ed era ciò che il trio voleva evitare ad ogni costo.

Non bisognava cedere alla scelta di ripiego per far partire il progetto al più presto.

Ma proprio quando non sapevano più dove cercare, apparve loro la via della salvezza.

Angela Lansbury, una delle attrici che non avevano mai considerato visto che davano per certo il suo disinteresse verso la televisione, improvvisamente fece sapere che avrebbe considerato una serialità televisiva se le fosse capitato un progetto interessante.

Angela Lansbury (Photo by CBS via Getty Images)

L’incontro avvenne il giorno successivo. Il trio avrebbe incontrato quella leggenda del teatro e se tutto fosse andato come speravano finalmente Jessica avrebbe avuto un volto.

“Chiamatemi Angie”

Angela Lansbury si presentò puntuale all’appuntamento. Si diedero la mano e il sorriso che li accolse fu il più delizioso che Peter Fischer avesse mai visto.

Tutto sembrava una fotocopia dell’incontro che avevano avuto con Jean Stapleton, ma con un’eccezione: erano tutti assolutamente e irreversibilmente rapiti da quella donna.

Avrebbe potuto interpretare Jessica?

No, lei ERA Jessica. Avevano trovato la protagonista… speravano solo che anche lei avesse trovato qualcosa di buono in loro.

La risposta non tardò ad arrivare. Angela aveva letto il copione e lo aveva trovato di suo gradimento. Finalmente avevano la loro Jessica.

Peter Fischer le telefonò per ringraziarla e per darle le prime informazioni sui tempi delle riprese.

“Pronto”.

“Signora Lansbury?”.

“Sì”.

“Signora Lansbury, sono Peter Fischer”.

“Oh sì” disse con un sorriso nella sua voce.

“E’ un piacere risentirla”.

“Oh per cortesia, mi chiami semplicemente Angie” mi disse con un guizzo.

Per i successivi sette anni avrei vissuto un sogno.

Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote”

Dalle parole di Angela Lansbury, il racconto di come sono andate le cose…..

Angela Lansbury racconta come è diventata Jessica Flecther

Credits: Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote” – Images Giorgia Lanzellotti Banner image Sarah MacKinnon

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑