“Okay. Eravamo agli inizi del 1984. Avevo appena chiuso la telefonata con Angela Lansbury e, con il permesso di mia moglie, mi ero ufficialmente innamorato di lei. Non avrei condiviso questa informazione con il marito di Angela. Essendo inglese non avrebbe capito.“
Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote”
L’episodio pilota era ormai stato deciso e la CBS si aspettava di metterlo tra le novità dell’autunno. E affinchè questo fosse possibile bisognava presentarlo al network entro maggio, mese in cui si annunciavano le future programmazioni. Maggio era dietro l’angolo e la produzione dell’episodio pilota ancora in alto mare, ma la validità del progetto faceva ben sperare di poter arrivare all’obiettivo che si erano prefissati.
A questo scopo i creatori Fischer, Link e Levinson ingaggiarono Robert F. O’Neill, un produttore di esperienza (insieme a Link e Levinson in “Colombo“), uno che ormai poteva tranquillamente godersi la pensione e invece si buttava a capofitto in questa nuova sfida. Si sarebbe occupato di tutti dettagli della linea produttiva, dal set al cast fino alle location. Senza di lui “Murder She Wrote” non sarebbe stato possibile e non sarebbe stato così come lo conosciamo.

Il Cast
E poi venne il casting. Questa responsabilità fu assunta da Robert Stevenson che non si occupò solo dell’episodio pilota, ma anche delle successive sette serie. E fin da subito si pensò ad un cast di guest star di prim’ordine. Per il personaggio del magnate del fast food marinaro pensarono a Brian Keith. Per il ruolo dell’editore di Jessica, Preston Giles, ad Arthur Hill.


Ned Beatty fu ingaggiato per la parte dello sceriffo Roy Gunderson, Anne Francis è la moglie infelice di Brian Keith. Bert Convy è un produttore teatrale alla continua ricerca di soldi. E per la parte del nipote di Jessica, Grady, fu scelto Michael Horton che già era stato apprezzato in “The Eddie Capra Mysteries“, una serie creata sempre da Fischer.




Tra le tante cose che dovevano essere discusse e decise, costumi, trucco e parrucco furono motivo di grande attenzione, soprattutto da parte della Lansbury. Pare che lei avesse pure pensato ad una parrucca per il suo personaggio. Ma Fischer lo escluse categoricamente; doveva essere se stessa, senza nessun artifizio teatrale. In tutta la sua carriera Angela Lansbury non aveva mai interpretato “se stessa” e questo poteva sembrarle strano se non fosse che una recitazione così serrata, in tempi così brevi, sarebbe risultata meno faticosa se fosse rimasta il più naturale possibile.
Quando dovettero decidere le scene della festa in maschera nella tenuta di campagna dell’editore (una location sita al 10431 di Bellagio Road, Bel Air, Los Angeles) Brian Keith fu Sherlock Holmes e Arthur Hill fu il Conte di Montecristo. Per Angela, considerato il suo passato teatrale e musicale, pensarono di farla scendere dallo scalone principale in una nuvola di tulle come la fata madrina di Cenerentola. L’effetto sorpresa fu assicurato se si considerava da dove Jessica provenisse, un piccolo paesino del Maine dimenticato da tutti.


La Location
E a proposito di Maine, dove si sarebbero girate le scene a Cabot Cove? La prima idea fu di volare sulla costa est e trovare una location in loco. Idea subito scartata perchè ciò avrebbe comportato tempi troppo lunghi e costi più elevati.
Robert O’Neill ebbe l’idea di girare a Mendocino in California
Mendocino era una cittadina posta di fronte ad alte scogliere a picco sull’Oceano, fondata dai cacciatori di balene più di un secolo prima. E senza alcun dubbio ricordava molto le località tipiche del Maine.
O’Neill e il suo staff si recarono sul posto e trovarono una deliziosa villetta in stile vittoriano perfetta per essere la casa di Jessica (Blair House, 45110 Little Lake Street Mendocino, CA).

Definite le location per gli esterni, gli scenografi si misero subito al lavoro nello Stage 12 della Universal a Hollywood per creare gli ambienti interni che dovevano armonizzarsi con l’aspetto della villetta di Mendocino. La cucina, il soggiorno, l’entrata, tutto doveva essere nello stesso stile e coordinato perfettamente.
Il Tema Musicale
E infine due parole sul tema musicale. Avevano girato diverse scene di Angela che faceva jogging lungo le strade di Cabot Cove (Mendocino) e avrebbero voluto un tema che si adattasse a questo dinamismo che si sprigionava dalle immagini. Peter Fischer si consultò con un compositore di fiducia, con cui aveva già lavorato in “The Eddie Capra Mysteries“. Si trattava di John Addison a cui Fisher fece pervenire il nastro con le riprese. In soli due giorni Addison aveva già in mente il motivo, una melodia allegra e ritmica che si adattava alla perfezione alla personalità di Jessica. Per Fischer non si doveva cambiare una nota e così rimase per tutte le dodici stagioni.
Quando il pilota fu finalmente pronto venne presentato al boss della Universal TV, Harvey Shepherd, che rimase entusiasta del pilota. Infatti diede immediatamente il consenso per produrre altri 13 episodi.
Fu inoltre deciso che lo show sarebbe andato in onda la domenica sera alle 20.00, subito dopo “60 Minutes” che avrebbe fatto da traino. La collocazione non fu apprezzata dai produttori in quanto si era sempre dimostrata infausta in precedenza, ma Harvey Shepherd era sicuro della sua scelta e avrebbe avuto ragione. Come sempre da qui in avanti.
Credit: Peter S. Fischer “Me and Murder She Wrote”
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